5/22/2012

6.000.000$






"Reach and grasp by people with tetraplegia using a neurally controlled robotic arm"




Nature 485372–37 (17 May 2012)

Oggi chi non può muovere le braccia o le gambe secondo la sua volontà non è più costretto a sperare nel miracolo. Chi semplicemente è pigro intuisce una probabile svolta nella storia biologica dell'uomo. 










5/19/2012

Sacra Corona Anarchica








A circa 7 ore dalla strage degli innocenti di Brindisi s'intensificano le insinuazioni e si moltiplica l'ambiguità nel discorso politico istituzionale.
Chi è stato, la "mafia" o il "terrorismo", a fare strage? 
Nel dare uno sguardo a come tendano a rispondere i politici a questa domanda, bisogna innanzitutto far notare che "terrorismo" non è espressione intesa qui designare una determinata pratica violenta di azione politica o sociale, purtroppo agibile da chiunque – per esempio dalla "mafia" stessa – ma è espressione intesa riferirsi ad un'entità mai del tutto precisata e tuttavia diversa, per convenzione, dalla "mafia"  e tipicamente assimilata, in Italia, ad organizzazioni politiche extraparlamentari. 
Insomma, tra l'impiego dell'espressione "mafia" e quello dell'espressione "terrorismo" per designare il responsabile di un'azione violenta, nell'uso corrente dell'italiano, si pone un'alternativa: se è stata la "mafia" non è stato il "terrorismo", e viceversa.  

Vediamo ora le dichiarazioni rese, ad esempio, dal presidente della repubblica e del ministro dell'inferno:   
« “L’attentato di Brindisi è un fatto anomalo e complesso che desta grande preoccupazione, oltre che grande dolore perché ha colpito giovani vite. Potremo dire qualcosa in più quando avremo individuato uno o due filoni d’indagine”: parola del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, che, nel formulare ipotesi quanto avvenuto, ha detto che bisogna essere “prudenti e molto equilibrati” anche perché la tipologia dell’attentato non è tipico delle stragi di mafia”. Per il ministro, non si “può pensare di militarizzare il paese”, la risposta deve essere “trovata con il potenziamento dell’intelligence”. »
« "Individuare la matrice e i responsabili di questo attacco alla convivenza civile. Vigilanza e fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva"
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, esprime il suo profondo dolore per la perdita della giovane vita di Melissa stroncata dal barbaro attentato di questa mattina a Brindisi, per le gravissime condizioni di Veronica e per le ferite riportate da altre ragazze dell'Istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo - Falcone.

Nello stringersi con affettuosa solidarietà ai famigliari e alla comunità scolastica, il Capo dello Stato auspica e sollecita il più rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile.
Il Presidente Napolitano rinnova, nello stesso tempo, l'appello alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva. »

Qual'è il confine tra "prudenza" ed ambiguità, qual'è la soglia oltre la quale la "formulazione d'ipotesi" trascolora in formulazione d'insinuazioni? 
Sono soglie e confini difficilmente calcolabili, dato che hanno a che fare più con la "forza" con cui sono proferiti frasi e discorsi che con il solo lessico impiegato; ma, per quanto queste soglie siano difficilmente calcolabili su base analitica, esse restano facilmente rintracciabili su basi puramente intuitive.
Napolitano e Cancellieri (e come loro quasi tutti gli altri esponenti del ceto politico parlamentare) rendono dichiarazioni che ballano sul filo sottile che separa la "prudenza" dall'ambiguità e, nel ballare su questo filo, sembrano già travalicarlo, a tratti. (A margine – il prefetto della Cancellieri deve aver richiamato anche il sindaco di Brindisi alla "prudenza": fino a prima di andare in Prefettura parlava di bomba della Sacra Corona, dopo i consigli del prefetto è più incline al "dubbio", e parla pure lui, sia pur molto genericamente, di "terrorismo".)  
La tentazione, forse il desiderio inconfessato, che sembra trasparire dalle loro dichiarazioni è proprio quella di poter dare la risposta più comoda alla domanda che in Italia ci si deve porre con cadenza poco più che decennale:« Chi è stato la "mafia" o il "terrorismo"?». 
La risposta più comoda per i reggitori dello stato, in questo momento, è il «terrorismo» (più comoda di questa soluzione è solo quella dell'invocazione di Dart Fernet e delle "forze del male" – come, però, il solo Di Pietro osa fare). 
La risposta più comoda, in questo momento, è il «terrorismo» perché è forse quella che scagiona di più lo stato (finché non si scoprono i consueti altarini dei servizi, ma questo non succede mai prima di una decina d'anni, e se si scoprono è solo per ricoprirli attraverso interminabili processi giudiziari); e, soprattutto, perché è quella più strumentale alla persecuzione delle più becere finalità repressive nei confronti dei movimenti politici antagonisti in un momento di fortissima (direi definitiva) destabilizzazione economica e sociale. 
La tentazione di certa politica, insomma, sarebbe quella di dire, come spessissimo si usa fare in Italia in questi casi, "sono stati gli anarchici" (o chi per loro).
E' vero, nessuno l'ha ancora detto (né, credo/spero, potrà arrivare a dirlo apertamente, almeno in questo caso).
Ma qualcuno (ad esempio, individui allucinati come lo è chi scrive ) ha già l'impressione (senz'altro allucinatoria, per l'appunto) d'averlo sentito...
Allora teniamo occhi ed orecchie ben aperti, adesso e nei prossimi giorni – dopotutto ce lo dice uno come Bonanni che c'è puzza di merda, fiato di strategia della tensione: e la strategia della tensione si fa così: scoppia una bomba e poi si comincia a giocare con le ipotesi e le insinuazioni per lasciare che proliferi l'incertezza; alla domanda di certezze lo stato, poi, provvede dare risposta non in termini di ricerca e divulgazione della verità, ma in termini di garanzia dell' "ordine pubblico".    
P.s.
Agli infami che hanno fatto scoppiare quelle tre bombole, che hanno massacrato quelle ragazze, dico quello che diceva la buonanima di mio nonno ad i veri pezzi di merda: Pozza Jettà Lu Sang' ! (Augurio della peggior morte in basso abruzzese).       



4/25/2012

rivendicazione



E NOI FAREM DEL MONDO UN BALUARDO
SAPREMO RIDER E DISPREZZAR LA VITA
PER NOI RISORGERÀ LA NUOVA ITALIA
CON LA GUERRIGLIA

PER TUTTE LE VITTIME NOSTRE INVENDICATE
PER LIBERAR L'OPPRESSA NOSTRA GENTE
RITORNA SEMPRE INVITTO NELLA LOTTA
IL PATRIOTA

IL NOSTRO GRIDO È LIBERTÀ O MORTE
SULL'ASPRO MONTE CI SIAM FATTI LUPI
AL PIANO SCENDEREM PER LA BATTAGLIA
PER LA VITTORIA

FAMELICI DI PACE E DI GIUSTIZIA
ANNIENTEREM IL FASCISMO ED I TIRANNI
ROSSI DI SANGUE E CARICHI DI GLORIA
NEL FIOR DEGLI ANNI

AI NOSTRI MORTI SCAVEREM LA FOSSA
SULLE RUPESTRI CIME SARÀ POSTA
PER NOI RISORGERÀ LA NUOVA ITALIA
CON LA GUERRIGLIA

3/02/2012


Lucio Dalla è morto senza dirmi chi siano Anna e Marco – non so chi siano Anna e Marco: me lo chiedo da quando avevo 3 anni. Immaginarli mi riempiva la mente, di domenica mattina. E poi pensavo a Lucio Dalla, ad i peli che aveva anche sul cappello e mi chiedevo in che rapporti fosse con Anna e Marco. Insomma tutto un mondo, un lavorio di testa... le favole? Non te ne fai niente... Anna e Marco: grande mistero. Come pure il BellUomo, che veniva dal mare...chi era? Splendido modo di venire, però: venire dal mare. Grato a Dalla. Incazzato che sia morto così, senza scriverci una canzone prima.   


3/01/2012

Onore al camerata Luciano Volante!



Si svela l'identità reale di Luciano Violante, per anni ha agito dietro le linee del nemico, oggi, finalmente, può gettare la maschera e riscuotere i dovuti onori. Ed è con conclamato piglio fascista che il camerata infatti ci ammonisce a voler vedere ciò che realmente si cela dietro il movimento No Tav: la nuova, malcelata, strisciante incarnazione del terrorismo comunista.
Guai a noi ed a chi non vorrà intendere il chiaro monito del camerata!
Siamo ancora in tempo!
All' armi!!

1/30/2012

L'Alibi






"E' stato Vittorio Colao, amministratore delegato della Vodafone, a sollevare la questione a Davos. Il manager italiano trapiantato a Londra ha ricordato che un gruppo come il suo può decidere dove aprire un call center. Può installarlo in Italia, oppure in Egitto, per esempio. Dipende dalle condizioni, dagli eventuali vantaggi fiscali, dalle potenzialità della manodopera, e dalla possibilità di programmare con certezza i costi che riguardano anche la flessibilità in uscita. (...)
Passera ha risposto che il tema non sarà eluso (...)
Si profila (...) uno scambio* per i giovani precari, categoria centrale nell'approccio del governo alla riforma. Il tracciato potrebbe essere più o meno questo: per chi viene assunto con un contratto a tempo indeterminato, provenendo dal bacino della precarietà (a cominciare dai contratti a termine) non sarebbe previsto il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa (...) 
Con un articolo 18 dimezzato, le aziende non avrebbero più l'alibi secondo il quale non si può assumere perché poi sarebbe impossibile sciogliere il vincolo con il lavoratore."

*NOTA BENE: "Scambio" = Sei precario? Se mai ti dovessero assumere a tempo indeterminato sappi che d'ora innanzi ti possono cacciare quando cazzo gli pare. La soluzione finale al problema del precariato: l'eliminazione delle residue forme di lavoro non precarizzato – in termini tennistici: non esiste più il concetto di rovescio, se non c'è più il dritto.]

Vodafone, Passera, il Giovane Precario, in grassetto corsivo nel testo, nei rispettivi ruoli de: 
il padrone; il maggiordomo; il servo.

Capito mo' chi comanda? 
Chi esegue?
E chi suka? 

E' chiaro no? Ce lo spiega il giornale di Scalfari (ruolo: il ruffiano).

SCHIAVI, RIVOLTIAMO IL MONDO. Approfittiamo ora, che viene il carnevale. Cominciamo per scherzo. Finiamo per davvero. Ci vestiamo da Passera e da Vodafone e cominciamo a dare noi gli ordini.

1/21/2012



L'italiano uccide (e si fa uccidere) in mare spesso e volentieri, da sempre; tuttavia ci aspettiamo al prossimo affondamento di un barcone di miserabili&disperati in viaggio verso Lampedusa, Brindisi etc. la stessa premura e la stessa sollecitudine nell'attivare le operazioni di recupero dei superstiti, nonché lo stesso zelo persecutorio nei confronti dei responsabili mostrati dallo stato in occasione del naufragio dei croceristi e questo in luogo delle consuete azioni compiute in simili occasioni e volte ad agevolarne la morte in mare (secondo la pratica del "respingimento"). Dopotutto quelli che affogano in barcone partendo dalle coste africane pagano mediamente un biglietto molto più caro di quelli che s'imbarcano su un complesso di villette a schiera galleggiante dell'armatore Costa.

12/30/2011

R.I.P.


(Rimbomba In Pace)

12/05/2011

Morte di Socrates




"Ma vedo che è tempo ormai d'andar via, io a morire, voi a vivere. Chi di noi avrà sorte migliore, occulto è a ognuno, tranne che al dio".
Socrates, comunista, calciatore di tacco e medico, dorme ormai del sonno senza sogni. Le ultime parole per lui già le disse un filosofo.
Oggi noi lo salutiamo.
Il suo Corinthias lo ha salutato ieri, a pugno chiuso, poi ha giocato l'ultima di campionato ed ha vinto lo scudetto. L'auspicio è dei migliori. Venceremos.
P.s.  
La commozione per la morte del capitano del Brasile ha travolto anche Elsa Fornero, proconsole tedesco in Italia con delega alla gestione del lavoro degli schiavi: nel mezzo della conferenza stampa che teneva ieri sera si è infatti sciolta in lacrime. Grande scalpore ha suscitato presso la pubblica opinione l'inatteso pianto in morte di Socrates da parte di una fiera esponente del patriziato.

11/14/2011







Regime. Possiamo meccanicamente definirlo come la temporanea condizione d'equilibrio assunta da un sistema di forze politiche che interagiscono nel contesto di uno stato. 

Un regime, dunque, in base a questa definizione è intrinsecamente transitorio. La transizione da un regime ad un altro è un evento complesso (vale a dire un insieme di eventi semplici tra loro correlati), cui ci si riferisce comunemente con l'espressione  "cambio di regime". 

Un cambio di regime è qualcosa che accade quando si da il ricambio quantomeno  massivo, se non totale, della classe (ceto) politico al potere; si può dire che questa sia una condizione necessaria ad un cambio di regime, sebbene non sia sufficiente: perché vi sia un cambio di regime, oltre alla sostituzione della classe politica al potere, occorre di solito anche che si dia  una mutazione  della forma di governo (che so: da monarchia a repubblica, da repubblica a monarchia etc.); ma questo ancora non basta, per poter parlare di cambio di regime in uno stato occorre soprattutto che si dia  una mutazione  significativa delle finalità politiche fondamentali perseguite dallo stato stesso. Queste finalità fondamentali sono essenzialmente rispecchiate dalla scelta dei criteri in base ai quali organizzare la distribuzione delle risorse disponibili all'interno dello stato in questione (chi magna e chi non magna, chi magna per primo, chi per secondo, quanto magna chi magna, etc.). 

Da quando esiste lo stato italiano unitario, fino ad oggi, al suo interno si sono registrati due cambi di regime. 
Uno in occasione dell'avvento del fascismo, l'altro dell'instaurazione della repubblica — ed in tutti e due i casi sono state delle cause esterne – due crisi globali del capitalismo e le due guerre che ne sono conseguite – a determinare questi cambi di regime.

Forse tre. 
Se la fine della cosiddetta "prima repubblica" deve essere considerata tale, vale a dire un cambio di regime. 
In effetti un sostanziale ricambio della classe politica allora c'è stato (e ci abbiamo guadagnato i berlusconi e i d'alema che meritavamo, in luogo degli andreotti, dei bettini, dei berlinguerri che pure meritavamo – non sempre da un cambio di regime si trae guadagno, anzi, di male si può scivolare facilmente in peggio). 
Vi è stata pure una mutazione nella forma di governo: non abbiamo fatto la repubblica presidenziale, ma quella bi-polare almeno sì.
Soprattutto vi è stata una mutazione dei criteri in base ai quali organizzare la distribuzione delle risorse disponibili all'interno dello stato, sotto forma della transizione dal capitalismo socialdemocristiano light al liberismo da operetta del Fascio 2.0 ( operetta in cui le pagine più credibili sono state scritte, per altro, non dal teleduce berlusconi ma dai cascami del partito comunista italiano, che ci ha regalato quella riforma del diritto del lavoro in forza della quale siamo diventati più pezzenti e più schiavi). 

Molti, a partire da ieri sera, vogliono avere la sensazione rinfrancante di essersi liberati di qualcosa, di un peso che impediva da tempo ogni slancio politico verso la riconquista del diritto al futuro e simili vaghezze – la sensazione di vivere, insomma, un cambio di regime. Col quale saremmo a quattro (in meno di 100 anni cominciano ad essere assai: saremmo secondi solo alla Francia del 1800). 

Ma vediamo un pò di capire se è davvero cambiato qualche cosa da l'altro ieri a oggi. Cerchiamo di capire se stiamo uscendo da un regime e, se sì, per entrare in quale altro. 
"Comunque sia, si chiude un'epoca", così dice Fassino ( h 00:49, 14.XI.2011, primo canale). E vediamo un pò se non ha detto una fregnaccia. 

Ad occhio e croce qui non siamo alla fine di niente. 
Al contrario. 
Il "passo laterale" del teleduce berlusconi, infatti, anche dopo che si saranno consumate le rituali consultazioni elettorali (quando sarà), ci lascerà lo stesso ceto politico che avevamo (meno qualche stronzo, che sarà d'altronde sostituito da qualche altro stronzo), pure il teleduce stesso, probabilmente, resterà in scena. Avremo poi partiti e partitelli che ricalcheranno le sagome dei preesistenti, fatta salva una qualche prevedibile ridistribuzione del rispettivo peso elettorale.  
Non si registrerà, inoltre, nessuna mutazione sostanziale nella forma di governo: monarchie, repubbliche presidenziali, vicepresidenziali e ccos'...niente, non è aria (per fortuna). Forse ci sarà spazio per la terza (o quarta?) riforma elettorale degli ultimi 20 anni, tutto qua. 
Quanto poi a ciò che più conta, cioè all'orientamento economico-politico fondamentale dello stato, in questo passeremo semplicemente dal liberismo di facciata degli ultimi venti anni, ad un liberismo sostanziale, barricadero, imbonito alla piazza per mezzo di qualche addobbo superficiale (in nome dell "equità sociale" Monti, ad esempio, a Natale regalerà a tutti i pezzenti un panettone di marca, se faranno i bravi e si metteranno a pecorina come richiede l'interesse della nazione).

Questo non è un regime che cade sotto lo spauracchio del defolt, ma un regime che si consolida sotto lo spauracchio del defolt, sfiatando un poco la demokrazia – sommo bene.   
In effetti l'unico mutamento rilevante lo si è registrato  proprio rispetto allo stato di salute della demokrazia itagliana (per chi ci tiene): si è aggravata la democrazia. Mò ci lascia, mi sa... L'Itaglia era più democratica fino a l'altro ieri, con berlusconi e gasparri, che non oggi, il che è tutto dire. Che le cose stiano così è abbastanza evidente. Fino a l'altro ieri la democrazia era minacciata, adesso la democrazia è sospesa a tempo indeterminato, per problemi tecnici, dovuti all'emergenza. Un pò come a L'Aquila da quando è successo il terramouto. Monti sta a Bertolaso, come il defolt al terramouto. Il mercato è un entità naturale, a quanto pare, non un oggetto sociale. I suoi tiramenti di culo, cause di forza maggiore. Ed a queste cause bisogna rimettersi: quando si scatena la furia dei mercati, ci vuole il commissario gradito all'unione. Bisogna abituarsi. Questa d'ora innanzi sarà la normalità, e per di più non è neppure la prima volta. 
D'altronde è giusto che sia così: entrare nell'UE, cioè stare nella moneta, equivale da parte dello stato italiano ad abdicare ad una parte sostanziale della sua sovranità, e questo è quanto. La sorpresa (per modo di dire) è scoprire, come alcuni sembrano fare solo oggi, che l'abdicazione non avviene in favore di un'organismo politico elettivo (l'europarlamento) e di un dispositivo di governanzz transnazionale (la commissione), ma a favore del cosiddetto "mercato", in ossequio al quale parlamenti e commissioni esercitano le loro funzioni, ligi ed efficienti - simili, nel ruolo svolto, al partito comunista cinese. Se ne avessero gli stessi larghi poteri, allora sì che noi europei si farebbe il culo a tutti quanti. 
  
Io il defolt, comunque, già l'ho fatto. So fallito da tempo. Quindi il commissario non mi serve. 





11/09/2011

dal cerone al cerino

Visto che l'invito agli oppositori ad abbandonare le sacre aule del
palazzo risale a 3 anni e solo nell'ultimo mese e' stato accolto,
parto fin d'ora con il nuovo invito.
Non mettetevi nella situazione di chi resta con il cerino in mano.
Andatevene proprio, chi a spalare ghiaino alle 5terre, chi a girare
l'europa per capire cosa e', chì al cinema. Lasciate tutto nelle mani
del burattinaio e dei suoi burattini, lasciategli tutta la
responsabilita', nel senso di colpa, non solo del prima, ma anche del
durante e del dopo. Oppure, se proprio siete tanto patriottici,
fategli quello che hanno fatto all'ultimo Savoia da trono, cacciate
lui e tutta la sua famiglia, confiscategli tutto e quello che non
serve (tipo Fininvest) rivendetelo a pezzettini (con i ricambi si fan
piu' soldi che con le auto rubate intere) e con i soldi ricavati
aggiustate un po' le cose. E poi da li' ricominciate, anzi
ricominciamo, una cosa tutta nuova. Se po' fa'?

11/08/2011

UNITED


Finalmente la svolta: il governo di larga intesa, auspicato dai Socialdemocristiani, è una realtà; a presiederlo sarà Silvio Berlusconi (già Teleduce). Il governo di larga intesa, sostenuto da Socialdemocristiani e Fascio 2.0, resterà in carica finché non si potrà fare a meno di indire nuove nomine al parlamento (effettuate attraverso la legge elettorale in vigore). L'obiettivo politico principale del governo di larga intesa è quello di fottere chiunque guadagni meno di 12-13000 euri di euri all'anno e parare il culo ai borghesucci di taglia media e medio-piccola che ancora resistono sulla breccia, naturalmente preservando ben saldo il bastone del comando in mano al ricco, al mafioso, al ricco&mafioso, al prete ed ad ogni loro faccendiere e/o lacché. La fottitura avverrà per mezzo dell'approvazione a larga intesa ed a reti unificate della "Legge di Stabilità",  dettata dalla EuropaUnita, attraverso la quale sarà possibile evitare di introdurre la tassazione sul patrimonio, evitare di provvedere ad elargire denaro ad i pezzenti (a meno che non siano cassintegrati), introdurre la possibilità di calciare liberamente nel culo il dipendente (grazie all'abolizione dell'articolo 18), finire di privatizzare e svendere al padronato quel che resta del patrimonio comune, restare nell'area monetaria del marco tedesco.
"Quando si è trattato di salvare l'Italia il centro sinistra c'è sempre stato e ci sarà anche questa volta" – Enrico Letta (rivolgendosi a Sandro Bondi) – 8.XI.2011, h 23:18 (detto alla Televisione, terzo canale RAI).

10/20/2011

delazione

A breve pubblicheremo le foto di alcune delle gocce che hanno devastato Roma.
Se ne riconoscete qualcuna, denunciatela alle forze dell'ordine, o
almeno mandate una vostra foto a Repubblica.it.

10/17/2011

viuleenz!

Ecco qua. IndignaTos vs. ViolenTos. Sfilata vs. Stadio. Di due possibili spettacoli lo showbiz punta, naturalmente, tutto sul secondo. Ed i protagonisti si dividono: i primi rinfacciano ad i secondi di avergli  rubato la scena; i secondi rivendicano il loro diritto a divertirsi; i primi (non senza ragioni) accusano i secondi di divertirsi alle loro spalle.
Lo showbiz passa dunque a vendere anche lo spettacolo della polemica, spettacolo al cui valore commerciale si aggiunge anche una valenza politica non trascurabile, vale a dire quella di fornire materia per una efficace campagna propagandistica di stampo reazionario, il cui motivo conduttore è questo: finanche chi protesta e contesta (se è una "persona seria") invoca la preservazione dell'ordine pacifico in seno alla società, in tutte le circostanze (che si magni o che non si magni, che ci sia o non ci sia speranza, col futuro davanti o col futuro di dietro); la Viuleenz (ahh... quant'è brutt'!), se proprio ci dev'essere, deve restare monopolio statale!
Ed infine, a scopo riassuntivo, lo showbiz tira fuori la consueta cartolina itagliana da spacciare agli itagliani: nella cartolina  ci mostra  la solita Itaglia che, a conclusione di questa fiera, si trova come al solito sporca di fango&strame: l'Itaglia fa più schifo degli altri in tutto, primeggia nel peggio. Gli altri sono pacifici e rispettosi, anche quando contestano/protestano/sindignano; gli Itagliani fanno solo casino. Il paese fa cacare? E  grazie! Co sta gente che va in giro... Ci fossero dei civilisti civici e civilizzati come a Madrid, allora andremmo bene, allora ci sarebbe speranza...ma qui ci sono i soliti cafoni, che non si sanno organizzare, che sanno fare solo bordello e litigarsi tra di loro: si meritano, dunque, la classe dirigente che hanno, i padroni che hanno, lo sfascio in cui annaspano, la faccia che c'hanno. Si meritano di essere quello che sono. Non sanno manco protestare come si deve.

– E mmò? – tutti chiedono a tutti dentro e fuori la televisione – E mmò che succederà ?
– Come "E mmò che succederà"?
Ma è logico, no?
E mmò
PUBBLICITA'!

P.s.

Per evitare di fornire materiale su cui speculare commercialmente e politicamente allo showbiz ed al suo annesso baraccone (i.e. la banda di attori e comparse che costituisce il ceto politico italiano odierno), nell'occasione della protesta di piazza basterebbe (come a tutti è ovvio)  riprendere consolidate abitudini e vecchie pratiche, come quella dell'organizzazione di servizi d'ordine interni ad i cortei, finalizzati allo scopo di difendere i cortei da eventuali aggressori in divisa ed escludere da essi chi non ne condivida i programmi e le modalità di azione prestabilite.

Ma qui si svela il vero problema, mi pare.
Il ritorno all'adozione di simili pratiche, probabilmente, saprebbe un pò di antico, saprebbe poco di spagnolo, e tornerebbe a creare quel vecchio tipo di sbattimenti e complicazioni che inevitabilmente si accompagnano al fare politica in maniera organizzata, all'essere un "soggetto politico" (che è qualcosa di diverso da costruire un "movimento d'opinione", che nasce sull'onda degli eventi ed i cui aderenti si ritrovano in piazza di tanto in tanto e non senza mostrare di compiacersi troppo, in queste riunioni, della bellezza delle proprie idee.)
E che fai? L'indignaTos col servizio d'ordine...Ahh! Ma allora sei sempre il vecchio comunista itagliano rompicoglioni (...che mò manco più dice che è comunista!)
Altro che aiped, aifon, tuitter, feisbuc e cazzi... Siete i soliti autonomi!

Invece di sentire gente che si cruccia di non essere all'altezza degli altri IndignaTos sarebbe bello sentir dire in giro cose tipo:
Abbiamo sbagliato. Non abbiamo preso le misure necessarie a gestire la piazza in un momento in cui l'incazzatura che c'è in giro è feroce (e non è un fatto che riguarda solo gli anarchici, cui, per comodità,  si attribuisce da sempre la colpa di tutto). Non succederà più. D'ora innanzi faremo come sappiamo fare.
Ci direte che siamo  i "soliti autonomi", pazienza...
Del resto mica l'ha ordinato il medico di sottoporsi alla vistosa operazione di branding messa in piedi dai mezzi-di-comunicazione-di-massa?
Lo scopo di questa operazione è quello di far sì che qualsiasi individuo protesti in piazza, e voglia avere una minima legittimazione a farlo, oggigiorno si debba chiamare "Indignados"e si debba  spontaneamente identificare con un prototipo di militante (l'unico che possa star simpatico ad Obbbama), le cui caratteristiche seguono: deve essere solo vagamente anticapitalista, dev'essere scarsamente "ideologizzato" (leggi "politicizzato" ), ma molto informato e pronto ad animarsi nel discutere di singoli temi specifici (temi che può scegliere entro la gamma di quelli più alla moda, dunque più publicizzati dai media stessi), dev'essere qualcuno senza una storia politica alle spalle (viene dal nulla, non c'entra con nulla, è tutto nuovo!), ammettere la violenza solo se è fittizia (cinema&tv, naturalmente solo se d'autore) e mangiare il tofu almeno una volta alla settimana.
Noi, se e quando ci ribelliamo, non siamo obbligati a cucirci addosso un'etichetta commerciale di questo tipo, non dobbiamo per forza ridurci ad assumere il formato di un prodotto tutto nuovo, confezionato dall'industria dell'informazione e finalizzato al consumo mediatico su scala mondiale dello spettacolo rassicurante  dal titolo "Crisi & Rivolta (Light)" (che per altro è noioso e pretenzioso nel titolo stesso, che ricorda Guerra e Pace).
Noi possiamo permetterci una storia, un passato e forse pure un avvenire, possiamo rivendicare come nostre alcune prospettive culturali ed alcune pratiche di lotta nate in seno ad un movimento politico antagonista che nel nostro paese, l'Itaglia, vanta più di quarant'anni di tradizione.
L'antagonismo ci caratterizza come il consumo di pomodoro ed olio d'oliva – non abbiamo bisogno di importarlo!
Possiamo definire la nostra identità liberamente, senza dovere aderire necessariamente a dei cliché che non ci si attagliano, che non ci caratterizzano adeguatamente e che confondono il nostro profilo politico al punto di fare della nostra lotta qualcosa su cui il primo che passa (magari qualcuno che addirittura avversiamo) possa mettere il cappello, sia esso Obbbama, Mario Draga o chi per loro.
Possiamo permetterci di non esser conformisti.
Possiamo permetterci di avere il servizio d'ordine. Possiamo permetterci di non fare gli scontri quando non vogliamo e di farli  quando dobbiamo.
Possiamo permetterci di essere gli Italianos. Those who do not conform!

finalmente la verita':

dietro alle violenze nei cortei c'e' Franti
http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore_(romanzo)

10/15/2011

un mondo migliore è possibile


siate folli, siate affamati: mangiate quella cruda a napoli

9/13/2011

l'identita' nazionale

francia: esplosione in una centrale nucleare
italia: esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio

niente come le tragedie per mostrare il carattere di un popolo

7/12/2011

la rivoluzione della tv

Si chiamera' "Italia - l'Occidente al Tramonto", con un nome forse
troppo altisonante per la natura delle vicende narrate, il nuovo
format prodotto dalla brasiliana "Galinha d'ouro" e dalla cinese
"Great Wall Escape".
Si tratta del primo format televisivo in cui si narra il declino e la
morte di una nazione semplicemente filmandone la quotidianita'.
Acquistata dalle due societa' per 25 milioni di dollari, un bar con
stabilimento balneare a Angra Dos Reis e una fabbrica di preservativi
a Shizoujan, l'intera nazione italiana sara' costretta a uscire da
tutti gli organismi internazionali e a rinunciare al proprio status di
stato indipendente per vedersi trasformata in soggetto/oggetto
televisivo.
Gli autori sinocarioca pensano al momento al lancio del programma, 24
ore in diretta, sulla tv via cavo, ma non escludono la possibilita' di
uno sbarco su internet se la raccolta pubblicitaria e gli ascolti
dovessero dare buoni risultati da subito. A questo proposito, la
direzione congiunta delle due societa' ha comunque assicurato alla
uscente proprieta' almeno mille giorni in onda, cosi' da dare il tempo
agli ex-cittadini, ora tutti assunti come comparse generiche, di
abituarsi alla nuova situazione. Non mancano ovviamente i problemi,
vista l'assenza di una legislazione in merito, primo fra tutti quello
della gestione dell'ordine pubblico: non si e' infatti ancora deciso
se la punizione dei reati (per ora saranno considerati tali solamente
quelli contrari ai 10 comandamenti e al libretto rosso di Mao) debba
essere eseguita da comparse in tenuta militare o se invece ogni
singolo caso sara' affidato al televoto.
Tuttavia le due societa' sono ottimiste sull'esito della loro
scommessa e, anzi, stanno pensando a dei possibili sequel, nel
malaugurato caso, per le concessionarie della pubblicita', che
l'Italia si estinguesse prima del previsto, puntando su Haiti, Grecia
e, perche' no, anche Stati Uniti.
La messa in onda dovrebbe avvenire entro la settimana, ma i primi
spezzoni gia' visibili su FragolaK Channel danno l'idea di un
programma potenzialmente esplosivo, in tutti i sensi.
Non e' invece ancora stato definito il nome da dare a questa nuova
forma di intrattenimento televisivo, cosi' come si sta cercando
velocemente di dare un inquadramento giuridico-economico ai milioni di
ex-cittadini e ora comparse, momentaneamente senza stipendio e diritti
in quanto non inquadrabili in alcun tipo di contratto (quello delle
comparse di Cinecitta', rispolverato per l'occasione, ha il grosso
problema della definizione della durata della collaborazione, in
questo caso non certo predeterminabile). Tuttavia, data la situazione
in cui versavano prima dlela messa all'incanto, e' probabile che con
tre pasti al giorno assicurati e qualche comparsata di VIP stranieri
sul set la Galinha d'ouro e la Great Wall Escape possano facilmente
conquistarsi la fiducia dei nuovi sottoposti.

Non perdetevi quindi "Italia - l'Occidente al Tramonto".

7/06/2011

Ho fermato chi fermava il progresso

Il testo che segue e' conforme alle regole passate, presenti e future dell'AGCOM. Chi la pensa diversamente se la vedra' con Superciuk.

Ieri ho investito una vecchia. In pieno, di giorno, sulle strisce. Non e' che non l'avessi vista, l'ho proprio centrata volontariamente. E non mi sono fermato a vedere come stava, sarebbe stato come fermarsi per farla passare. Ma forse e' meglio spiegare.


Alle 19:25 scendevo a tutta velocita' da Via Azzurra, diretto alle Roveri (passando pero' da dietro Scandellara per evitare gli ingorghi di via Massarenti) per riuscire a prendere prima della chiusura, alle 19:30, l'unica resistenza AH-456 CEU rimasta in tutta Bologna. A cosa serviva la resistenza? A riparare in nottata l'impianto di riscaldamento/condizionamento del nuovissimo Facebook Megastore di via D'Azeglio, la cui inaugurazione e' prevista per oggi alla presenza di autorita', VIP e scrocconi dei buffet. Senza quella resistenza non si sarebbe potuto fare nulla, non perche' la gente avrebbe sofferto un po' di caldo, ma perche' tutti i server e gli altri PC che gestiscono la domotica di tutto lo Store sarebbero andati in fusione dopo un quarto d'ora, rendendo l'intero palazzo inagibile.
Dunque quella era la mia missione: recuperare la resistenza, riparare l'impianto, permettere l'inaugurazione e quindi il rilancio della zona centrale di Bologna, con un indotto di decine di persone al giorno, forse anche piu', a popolare bar e altri esercizi commerciali della zona. E un asilo aziendale aperto anche ai non dipendenti dello Store (che hanno 40 anni ma sono stagisti non retribuiti perche' alla prima esperienza di lavoro dopo 4 master, e di figli nemmeno l'ombra). E un Internet Point. Senza la resistenza niente di tutto questo sarebbe stato possibile. Gli americani titolari della licenza infatti avrebbero giudicato la mancata inaugurazione, anzi il fallimento dell'inaugurazione, una pecca troppo grande da parte dei concessionari bolognesi, ne avevano gia' avuto il sospetto quando questi avevano posto strani paletti alla possibilita' di consumare cibo e bevande all'interno di punti ristoro dello Store in ora serale per via di poco comprensibili leggi comunali anti degrado, ma ora ne avrebbero avuto la certezza. L'investimento gia' finanziato sarebbe stato rimborsato, oltre che da consistenti cause giudiziarie per inadempienza contrattuale, dall'affitto dell'immobile a una sala con slot machines, una gelateria da chiamarsi esclusivamente Gianni, l'ufficio per la cessione del quinto della pensione e una toelettatura per criceti e cani di taglia simile.
Quindi, io ero in missione per il progresso, il rilancio economico, il superamento del degrado, il benessere della collettivita'. Ma ecco che in questa cavalcata eroica, con i Bad Religion a farmi da supporto morale, verso la fine di Via Azzurra capisco da alcuni movimenti di auto davanti a me che si sta per abbassare il passaggio a livello di Via Rimesse. Maledizione, e' la rovina, non posso permettermi una sosta di qualche minuto per far passare quella cosa inutile che e' la Suburbana. Devo passare assolutamente, il padrone dell'ingrosso di elettrotecnica era stato chiaro: arrivi prima delle 19:30 perche' io devo andare in Riviera per il week end. Nemmeno l'ipotesi di pagarlo il doppio o il triplo aveva funzionato: lui doveva andare in riviera per il week end, anche se era solo martedi. "Perche' c'e' la crisi e non si lavora piu' come una volta" aveva aggiunto.
Decido quindi di accelerare, so che con strada libera riuscirei a passare prima dell'abbassamento del passaggio a livello, qui si tratta solo di schivare quelle poche macchine che ho davanti, ma la strada e' larga e ce la farei facilmente, e un paio di scooter che non si capisce da che parte devono andare ma quando gli sono a un metro gli suono il clacson sotto al casco e vedi come si spostano.
Ma non avevo fatto i conti con la vecchia. Eccola comparire all'incrocio con via Massarenti, intenzionata ad attraversare via Azzurra per via di un semaforo pedonale verde, incurante del fatto che io stia arrivando a forte velocita' (chissa' se mi ha visto?) e non riuscirei neanche volendo a fermarmi in tempo. Volendo, ecco la parola chiave. Io non voglio, non posso: dalla mia ci sono il progresso, la crescita economica, il superamento della crisi di tutta la citta', nuovi posti di lavoro, piu' modernita'. Dalla sua c'e' solo un fottutissimo semaforo pedonale verde. Ho solo una lieve esitazione sull'acceleratore, perche' per un attimo penso di infilarmi alle sue spalle, ma capisco che non ce la farei, vado troppo forte e lei troppo piano. Riprendo ad accelerare subito, mentre c'e' lo schianto (credevo peggio, la vecchia vola via nemmeno sfiorando il mio parabrezza) penso alla Val di Susa, se la' carabinieri e polizia, in nome delle mie stesse motivazioni, possono recintare, picchiare, arrestare, anche io avro' ben la liberta' di investire una vecchia che si oppone fisicamente al progresso della comunita'. Ma ormai e' passato, sono lanciato in mezzo all'incrocio, sento la seconda sbarra del passaggio a livello colpirmi l'antenna della macchina, ma anche questo ostacolo e' passato.
La citt� avra' il suo nuovo rinascimento, turisti idioti multimediali verranno da tutto il paese, forse anche dall'estero, a vedere il primo (e unico per almeno sei mesi) Facebook Megastore d'Europa. Hanno detto che tutto l'indotto potrebbe valere diverse centinaia di milioni di euro l�anno, roba che i musei, la cineteca, le torri e San Luca impiegherebbero cinque anni a fare.
Ho pensato che potrei avere dei guai per il mio investimento. Ma ho subito pensato che nessuno minimamente sensato avrebbe potuto addebitarmi delle colpe per non aver fermato il progresso. Anzi, forse avrei anche ricevuto un riconoscimento pubblico: sprezzante del pericolo e di arcaici e vacui senso di responsabilita', precedenze e difesa di ogni vita umana, immolava la sua coscienza in nome del progresso. Ma forse esagero, io sono solo riuscito a comprare l'unica resistenza AH-456 CEU di Bologna prima che il negozio chiudesse. I riconoscimenti sono per i servitori dello Stato, tipo i carabinieri e la polizia della Val di Susa, non per i poveri elettrotecnici come me.

7/03/2011

dikhotomia


antropologicamente diversi o diversamente stronzi?