9/24/2008

Sentimental-pop

Dedicato alla Festa de L'Unita', che forse scritto cosi' non ci sara' piu'.

A M'ARCORD
che nei primi ottanta il nonno ex-contadino ferroviere in pensione e la nonna ex-contadina operaia tessile in pensione mi hanno portato qualche volta alla Festa Nazionale de L'Unita' (quotidiano che la domenica mattina, solo la domenica mattina, veniva portato a casa loro da un volontario compagno postino), che almeno una volta era a Bologna (anche se a me sembrava fosse sempre a Bologna).
Non m'arcord assolutamente nulla della festa in se' (a parte forse i gruppi simil-Intillimani nei vialetti e un commento di mio nonno che vedendo il banchetto, mica lo stand, della UIL commento' a voce alta:"Poverini, non ci va nessuno da loro").
Non m'arcord nemmeno di dove mi facessero mangiare, anche se ho come un dejavu ogni volta che vedo una piadina di quelle spesse e un po' dure, ne' ovviamente della parte politica della festa (pero' morto Berlinguer sbuco' sul como' dei nonni un librone di de profundis).
M'arcord invece che comprai il mio primo libro in autonomia non sapendo assolutamente cosa stessi comprando ne' perche' (Bar Sport di Benni, forse per il prezzo ribassato), ma mi ricordo che mi piacque molto (e ancora oggi).
M'arcord anche che sul pulman del ritorno (le andate non m'l'arcord affatto) alcuni compagni di viaggio erano visibilmente "cotti", forse per l'emozione politica, forse per il vino.
Cio' mi deve aver segnato, perche' tornando alla Festa dell'Unita' anni dopo ho ricominciato a fare le stesse cose: vedere concerti e/o mangiare e/o comprare libri-CD-VHS-DVD, ma mai seguire un dibattito. Perche' la Festa dell'Unita' c'ha il nome Festa davanti, mica Congresso, Riunione, Summit, ecc.. E mi sembra comunque di fare una cosa assolutamente politica ogni volta che ci vado.
Ecco perche' soffro per non esserci andato quest'anno e soffro tutte le volte che quella di Bologna non e' quella nazionale (perche' cambia la disposizione dei ristoranti e non c'e' il segretario nazionale a chiudere, ma forse quest'anno e' stato meglio cosi').
E, a scanso di equivoci, ho finito da poco le quaglie e il ragu' preparati dalla nonna ex-contadina operaia tessile in pensione e ogni tanto campo la settimana con la paghetta che il nonno ex-contadino ferroviere in pensione mi lascia ancora sotto la sveglia su quel como' dove c'era il libro di Berlinguer. Che chi ha fatto la guera la pensione dovrebbe avercela per cent'anni ancora.

4 comments:

Anonymous said...

comunesta!
Semper me
goscatram

Pel(l)acani said...

Macche', non esistono piu', checche' ne dica LUI.

poe said...

bella storia...
mi hai fatto tornare in mente di quando alla festa dell'Unità ci andavo con mio nonno falegname...
stesso approccio: se di festa si trattava summit e comizi erano banditi...
tanto più che una settimana dopo si andava pure alla festa dell'amicizia dove cambiava l'organizzazione, ma le persone che incontravi erano sempre le stesse che avevi visto alla festa dell'unità e che consideravano la cosa come una proroga...
ma eravamo nelle marche, una regione piena di contraddizioni...

Titus Bresthell said...

bello.
riflettevo giusto ieri su come siano state condizionate le infanzie dei bimbi emiliano-romagnoli. qua la festa dell'unità è tutto l'anno. nel bene o nel male te la ricorderai per sempre.
di sti tempi comunque, altro che "feste", magari "funerali dell'unità"!

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