4/11/2007

sfogliatelle santarosa

Tempo: 120' + Riposo della pasta

Ingredienti: (dose per 8 persone)
Pasta: farina g 400 - burro g 95 - sale - Crema: latte g 300 - panna fresca g 200 - zucchero g 180 - farina g 40 - 8 tuorli - una stecca di cannella - 1 baccello di vaniglia - sale - Per completare: un uovo - zucchero a velo - amarene in confettura


Crema: portate a bollore il latte e la panna con la vaniglia, la cannella e g 20 di zucchero. Spegnete e filtrate. Mescolate i tuorli con g 150 di zucchero, unite poi la farina, un pizzico di sale e stemperate con il latte caldo. Cuocete per 5-6' dal bollore. Cospargete la superficie di zucchero, coprite con la pellicola e fate raffreddare. Pasta: miscelate la farina con il sale, quindi impastatela con g 200 di acqua lavorandola a lungo. Dovrà risultare omogenea e compatta. Dividetela in 8 palline, copritele con la pellicola e lasciatele riposare per 45'. Tiratele in sfoglie sottilissime con il mattarello su un tagliere leggermente infarinato, ottenendo 8 sfoglie a velo (cm 15x45 circa). Cominciate a spennellare la prima con il burro cremoso, che avrete lasciato fuori frigo. Sovrapponete poi le sfoglie spennellandole via via di burro. Arrotolatele lungo il lato corto, avvolgete il rotolo nella pellicola e ponetelo in frigo per 2 ore (potete prepararlo il giorno prima). Tagliate poi il rotolo in 8 otto rondelle spesse cm 1,5 circa. Ponete il pollice al centro di una rondella e con le altre dita tirate delicatamente la pasta verso l'alto, sfalsando appena i vari strati della sfoglia. Dovrete ottenere un cono. Raccoglietelo nella mano, riempitelo con un cucchiaio di crema e sigillate il bordo. Preparate allo stesso modo altre sette sfogliatelle, accomodandole via via su una teglia coperta di carta da forno. Spennellatele con l'uovo e infornatele a 190 °C per 25' circa, spolverizzandole di zucchero a velo dopo 15'. Servitele tiepide accompagnate dalle amarene.

Il gastronomo errante Giacomo Casanova

Vidi un Caffè e vi entrai. E subito un giovane dottore in diritto con il quale avevo studiato a Padova venne ad abbracciarmi; poi mi presentò un farmacista che aveva la farmacia lì accanto e mi disse che presso di lui si riunivano tutte le persone colte del paese. Poco dopo sopraggiunse un grosso frate domenicano, orbo d'un occhio, che avevo conosciuto a Venezia e che si chiamava Corsini, il quale mi colmò di cortesie. Mi disse che arrivavo proprio in buon punto per assistere al picnic che gli accademici maccheronici avrebbero fatto l'indomani dopo una riunione dell'accademia, nel corso della quale ciascun membro avrebbe recitato un brano di sua composizione. Mi fece promettere che avrei partecipato alla seduta e che avrei onorato l'assemblea recitando qualcosa di mio. Accettai e, dopo aver letto dieci stanze composte per l'occasione, fui nominato membro per acclamazione. Fui ancor più brillante a tavola che alla riunione, e mangiai tanti maccheroni che mi giudicarono degno di essere proclamato principe.

4/10/2007

a proposito di qualcosa che mi è stato detto oggi

- Chi non ha apprezzato il suo maestro nè la sua lezione, un giorno sarà forse colto, ma non sarà mai saggio
- Chi pianta alberi sappia che altri ne godranno l'ombra.
- Cosa è mai un tamburo se nessuna mano lo suona?
- Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.
- È difficile diventare amici in un anno, ma è molto facile offendere un amico in un'ora
- È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.
- Il pittore sogna che sul pennello sbocci un fiore.
- In tre occasioni l'uomo rivela la sua natura:quando la sua mente cede all'ira, quando il suo corpo è piegato dal vino e quando deve mettere mano alla borsa.
- Lo sciocco non perdona e non dimentica. L'ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona ma non dimentica.
- Mai corno di lepre e pelo di tartaruga.
- Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
- Non si può pulire la gemma senza smeriglio, né perfezionare l'uomo senza metterlo alla prova.
- Può importarci poco degli uomini, ma abbiamo bisogno di un amico

4/08/2007

La folle impresa gli è riuscita e gli varrà, con ogni probabilità, un nuovo record da guinness dei primati: lo sloveno Martin Strel, 52 anni, ha percorso a nuoto tutto il Rio delle Amazzoni, un'odissea di 65 giorni terminata questa mattina in Brasile nelle vicinanze della città di Belem. Strel ha percorso tutti i 5265 chilometri del fiume, sfidando piranha, coccodrilli, rapide e mulinelli, serpenti ed altri pesci predatori. E battendo la fatica, il pericolo di insolazioni e scottature, crampi, vertigini che hanno più volte messo una seria ipoteca sulla possibilità di concludere la sfida. Ma anche questa volta ce l'ha fatta. Per Strel non è una novità: ha già disceso il Danubio, il Mississippi ed il Fiume Giallo, ma in molti dubitavano che ce l'avrebbe fatta lungo il Rio delle Amazzoni, ritenuto troppo pericoloso. La prossima meta? Non l'ha ancora scelta, ma sicuramente non sarà il Nilo. Troppo facile, ha detto dopo essere uscito dall'acqua. "E' solo un fiumiciattolo, niente di paragonabile alla potenza del Rio delle Amazzoni"

4/06/2007

tuttavita

4/05/2007

plauto

Pensa a quanto è saggio un topolino, non affida mai la sua vita a un solo buco. (da Truculentus)

4/04/2007



piove
tuona
fulmina

quindi, in piena crisi delle stagioni piene, le mezze stagioni si riaffacciano. che fare allora con l'armadio? rimandare il cambio di stagione? farlo a metà? farlo comunque?
ah già, non ho l'armadio. però ho il frigo: fuori verze e porri e dentro carciofi e asparagi?

4/03/2007

3/30/2007

tedio infinito

.... odio la primavera ....

3/25/2007

3/20/2007

Residenze in legno rivestite in laterizio

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Residenze in eco-bioedilizia a pesaro o giù di lì.
Struttura a due piani in elevazione in legno costituita
da mattoni di legno massiccio e compensato.

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Piano interrato e fondazione in cemento armato.
Rivestimento in mattoni di laterizio non collaboranti.
Solai e copertura con sistema a blocchi di tavole non incollate.

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Può funzionare.

Un'alternativa

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Villetta monofamiliare a due piani
con struttura portante in pannelli intelaiati in legno,
sistema canadese, rivestita in laterizio.
solaio piano primo e copertura in legno massiccio,
fondazione in cemento armato. Poco cemento e poco armato.
Terreno de merda, nel senso poco adatto a strutture pesanti.
Comunque spacciata per architettura più o meno biocompatibile.
Dicono calda d'inverno e fresca d'estate
A Brisighella (RA)

3/19/2007




avete visto che hanno vietato il "materiale erotico esplicito" su tutta la tv in chiaro, 24 ore al giorno? leggi qua http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=12699 come migliorerà il nostro mondo. sono proprio felice e piena di speranze. ora sì che si possono fare figli in tranquillità.

3/16/2007



cito da joram.it:

"Il Pi greco e' solo un numero?
Il mondo è stato creato con delle frasi, composte di parole, formate da lettere. Dietro queste ultime sono nascosti numeri, rappresentazione di una struttura, di una costruzione ove appaiono senza dubbio degli altri mondi ed io voglio analizzarli e capirli perché l'importante non è questo e quel fenomeno ma il nucleo, la vera essenza dell'universo. - (Albert Einstein)
È risaputo che 3,14, che indichiamo con il Pi greco non é che l'inizio di un numero che non ha fine ed anche dopo aver calcolato il primo milione di cifre dopo la virgola, bisogna continuare a calcolare le seguenti per conoscerle in quanto non hanno periodicità.
I matematici definiscono pi greco come numero trascendente(1):
Non ha fine e non è periodico...
Trascendente ed infinito sono due degli attributi che si applicano a D-o.
Vogliamo contrapporci ai tanti matematici ed uomini di scienza che considerano la matematica e le scienze come materie laiche provando che la Torah e l'ebraismo hanno corrispondenti nel numero p .
Il tetragramma ha come valore numerico 26, prendiamo quindi le prime 26 cifre del numero chiamato p greco:
3.1415926535897932384626433
Troviamo il numero 26 per 2 volte alla distanza di 13 cifre, corrispondenti ai tredici attributi di fede.
Cerchiamo ora di trovare un collegamento tra il Pi greco e alcuni dei personaggi piu' importanti della storia ebraica: iniziamo da Avraham... (vedi inizio articolo)
Mosheh = 345
314 + 31 = 345
31415926535897932384626433
David = 14
3+1+4+1+5 = 14
31415926535897932384626433

La prima parola della Torah, Bereshit - in principio, è composta da 6 lettere e le tre finali hanno come equivalente numerico 314 infatti:
Shin è la 21 lettera dell'alfabeto 2+1= 3
Yud è la 10 lettera dell'alfabeto 1+0= 1
Tav è la 22 lettera dell'alfabeto 2+2= 4
Secondo la Ghematriah la prima parola del primo verso della Torah, ha valore numerico 913 e l'ultima Eretz ha valore 291
Se dividiamo 913 per 291 abbiamo, arrotondando, il valore 3.14
La prima parola del verso rappresenta una circonferenza, l'ultima il diametro e il loro rapporto è proprio p .
Sommiamo le prime 116 cifre del p
(116 è, letto da destra verso sinistra, 611, il valore numerico della parola Torah)

3141592653589793238462643383279502884197169399375105820974
9445923078164062862089986280348253421170679821480865132823

La loro somma è: 541= Israel
Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di D-o, che ci accompagna in ogni momento della vita, dalla nascita alla morte, da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire.

Come il numero Pi greco , apparentemente lontano dagli insegnamenti ebraici è in realtà strettamente legato alla Torah, così dalla creazione del mondo ai patriarchi, dall'uscita dall'Egitto al dono della Torah stessa, dal consolidamento del regno di David all'epoca messianica, tutta la nostra storia è, e sarà accompagnata, da un occhio che vede, un orecchio che ascolta ed un libro che registra ogni azione.
In questo contesto, che valore possiamo dare al p se non quel trascendente che ci caratterizza e che ci pone come popolo di esempio del collegamento che riconduce tutto all'unità? E come possiamo noi essere di esempio? In qualsiasi momento dobbiamo ricordare cosa abbiamo su di noi. La Kippah serve a mantenere vigile l'attenzione di ognuno sul proprio comportamento: forse, portandola sempre in testa, potremo sentire la responsabilità ed impegnarci a costruire un mondo migliore.

(1)Un numero e' trascendente quando esso non e' una radice di un'equazione algebrica a coefficienti interi: il Pi greco e' tascendente ed e' infinito non periodico

Joram Marino

mygod

ma come abbiamo potuto, proprio su questo blog, dimenticare la giornata del pi grecooo!
matematici di tutto il mondo, chiedo pietà per essermi distratta proprio il 3.14.2007!

18'up - 3' down - 60 kmh - 2000\2650mslm — fedaia:auto-route