
Lettore di impronte digitali a infrarossi, telecamere per strada, telecamere a scuola, autovelox, etilometri, macchina della verita' per clienti delle assicurazioni, scatole nere sulle auto, ...
La prevista supremazia delle macchine sull'uomo, prefigurata dall'invenzione delle macchine in poi (ma anche prima) sta forse prendendo una strada che nessuno si sarebbe aspettato. Non sara' un computer folle da Odissea a ribellarsi all'uomo, non saranno dei terminator o un matrix a riconoscere nell'uomo il nemico da annientare, ma e' l'uomo che si sta asfaltando la via del tramonto rinunciando non tanto alle sue capacita' fisiche, con buona pace dei luddisti, ma a quelle ben piu' peculiari del pensiero. Spirito critico, capacita' di giudizio, volonta' di ascolto, facolta' di interpretazione sono merci sempre piu' rare e sempre piu' appaltate, in senso anche letterale, a circuiti I-O, bianco o nero, innocente o colpevole, dentro o fuori.
Con il risultato che il senso etico, civico, di giustizia non saranno piu' valori, come tali da trasmettere e insegnare, ma semplici commi di leggi, routine di programmi, dati antropometrici, quasi impossibili da misurare individualmente.
"Finalmente" l'uomo non dovra' piu' perdere tempo a domandarsi il senso delle proprie azioni e la loro effettiva legittimita', tanto un qualche solerte funzionario di controllo si fara' vivo ogni qual volta che il proprio comportamento avra' fatto scattare il warning in una sala controllo.
E lo stupore del beccato in flagranza e l'indignazione degli altri riempiranno come un fiume in piena gli spazi di comincazione e informazione, veri bollettini dell'andare oltre o dello stare all'interno dei parametri decisi per la gestione della vita di collettivita'.